Maxo della Rocca Mutazione Mostra Personale Spazio Valfrè Torino

 

L’Associazione Culturale Compagnia di Valfré 

è lieta di invitarvi

venerdì 27 maggio 2011 dalle ore 18.00 all’inaugurazione della

 

Mostra Personale “MUTAZIONE”

del Maestro Maxo della Rocca

Scultore – Pittore Piemontese 

A cura di Daniela Accorsi 

Mostra d’Arte Contemporanea dal 27 maggio al 05 giugno 2011

 

All’interno della prestigiosa Sala Valfrè il pubblico viene accolto e sorpreso da sculture marmoree monumentali di estremo fascino ed eleganza che evocano l’arte classica michelangiolesca in chiave contemporanea. Fra le molte opere presenti incontriamo “ Omada” , di suggestivo impatto visivo e di alto livello tecnico, l’interessante concetto offre il presupposto per riflettere sulla mutazione delle generazioni e dei tempi e “ Fatum” , l’imponente mano di Dio scolpita sul marmo di Carrara che segna il Destino , il compito affidato ad ognuno di noi. Sono visibili anche interessanti opere realizzate in metallo e altro materiale, proseguendo la mostra scopriamo che Maxo attraverso le sue pitture comunica un Concetto che lui chiama Suturismo , un’Arte da lui definibile “Psichiatrica” e di contenuti a codici geometrici.

Dott.ssa Daniela Accorsi

In ultimo, la Dott.ssa Sabrina Falzone , Crica d’Arte riassume il lavoro del maestro, scrivendo: “Nel preludio alla vita l’arte scultorea di Maxo indaga la complessità dell’universo antropico mediante una ricerca formale raffinata e caparbia, che si esprime nella tensione del soggetto rappresentato. Tale trazione, seppure impercettibile, si rende manifesta nella produzione in marmo, dove la solidità dell’immagine iconografica è posta in dialogo con la natura intellettuale della sua indagine. Come enigmatiche creature dell’intelletto, le sculture marmoree di Maxo nascono dall’abilità dell’autore di dominare la pietra attraverso un metodo di lavoro preciso ed accurato, che rivela la sua sapienza tecnico-esecutiva, maturata nel tempo da autodidatta. La perizia tecnica, suggerita da un’analisi formale che rivive nell’intransigenza del marmo, evoca l’eco artistica dei più celebri maestri della scultura italiana da Michelangelo a Bernini, dove l’eredità del primo si palesa in “Ricerca della forma” nel ricordo dei prigioni michelangioleschi e quella del secondo si visualizza nell’opera “Psiche senza amore” che offre una suggestiva e vibrante rivisitazione dell’“Ermafrodita dormiente”, oggi conservato al Louvre.

Nel passaggio dal marmo all’acciaio si verifica un cambiamento repentino del registro stilistico che lascia la via delle ricognizioni estetiche per arricchirsi di simboli e significati pregnanti, correlati ad una denuncia dell’artista verso le costrizioni a cui è sottoposto l’uomo nella realtà contemporanea. In tale contesto gabbie e catene rappresentano i condizionamenti etici, politici e culturali che la nostra società impone e dai quali non esiste via d’uscita. La vita quotidiana diventa prigione dello spirito, l’ergastolo della mente. Ideatore del Suturismo, Maxo fonda il concetto suturista legandolo all’emisfero empirico dell’uomo. Tale neologismo funge da cerniera tra l’essere e l’esperienza sensibile, sottolineando in modo particolare il dualismo tra interiorità e apparenza in un precario equilibrio tra se stesso e l’“altro”.

 

 

 

 

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Subscribe to our newsletter

You will receive an email with the confirmation link (check your spam folder if NOT)
Sendit Wordpress newsletter
Sendit Wordpress newsletter