Dichiarazione dell’artista

Creare è un processo di osservazione, partecipazione e scoperta. Il tema del mio lavoro scaturisce da questo processo. Quando comincio, non sono sicura di cosa sarà a ispirarmi, ma so che è lì e che dovrò scoprirlo. Si definisce via via che il processo evolve. Quando lavoro con un’idea, alla fine è quell’idea a rivelarmi cosa dovrà accadere, la direzione da imboccare. Attraverso un lungo processo di esplorazione e di analisi, si presentano relazioni inattese, che portano alla soluzione. Raccontano una storia.

In una stampa Monotype o in una tela a olio, cerco di creare un luogo. Una traduzione di un momento nel tempo che ho vissuto e voglio condividere. La fotografia è il modo immediato con cui catturo questi momenti fugaci di bellezza naturale, ed è la fonte di molta della mia ispirazione. Lavoro con molti strati di colore e le sue interrelazioni, la profondità spaziale e la struttura per creare una narrativa composta. Il mio lavoro è una deviazione nell’astrazione, non una rappresentazione idilliaca, nella speranza di definire un luogo unico e allo stesso tempo familiare. Le istallazioni di Land Art nascono dal dialogo con un contesto specifico e da quello che in quel contesto mi sembra degno di essere celebrato, dissotterrato e infuso di nuova vita, affinché altri alla fine ne facciano esperienza e lo condividano.

La natura mi suscita meraviglia e ispirazione, e un senso di magia e di mistero, e nello stesso tempo mi fornisce un punto di riferimento, un terreno di condivisione. Gli alberi e le foreste sono il simbolo del nostro rapporto con la natura, e ci aiutano a sintonizzarci con il ritmo naturale del mondo. Capire questo ritmo e le possibilità creative inerenti al nostro rapporto con la natura è l’essenza della mia esplorazione.

IN VISTA

“Continuare a inquadrare in modi sempre nuovi la nostra visione è qualcosa che facciamo costantemente, anche quando non ne siamo consapevoli. La notte è nera, in contrasto con la luce del giorno; e dal “buco nero” sono scaturite 10.000 cose… Leggere e guardare tra le righe significa celebrare quanto c’è nel mezzo: il terzo elemento, quando due colori si mescolano, la spazio del vuoto tra due elementi, o il ponte che li collega. Il nostro cervello riempie automaticamente i frammenti mancanti, e in vista ci sono nuovi mondi”.

“Siamo tutti parte di questo sistema più grande, è inevitabile. La mia parola è ‘Possibilità’: sono ispirata dalla forma dell’orizzonte, o dal margine della foresta, disegni della terra. E dalla linea definita tra solido e vuoto, terra e cielo. Rappresenta la linea sulla quale camminiamo e lavoriamo in questa vita, il luogo dell’incertezza, familiare eppure estraneo, gravido di possibilità e di visione”.

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