Intervista a Miyuki Takanashi
Intervista all'artista giapponese Miyuki Takanashi, che racconta il suo percorso artistico iniziato nel 2013, dopo aver lasciato l'insegnamento per dedicarsi interamente alla pittura.
Da quanto tempo fai arte?
Nel 1983, dopo essermi laureata in arte, ho iniziato a insegnare. Mentre lavoravo come insegnante di arte alle scuole medie e alle scuole elementari, esponevo le mie opere nelle mostre a concorso per insegnanti e nelle esposizioni pubbliche in Hokkaido. Nel 2013 ho lasciato il lavoro di insegnante per concentrarmi sulla pittura. Si potrebbe dire che sono diversi decenni, ma io credo che siano stati 10 anni.
Chi o cosa ti ha ispirata?
Traggo spesso ispirazione dalla natura che mi circonda. Sebbene Sapporo sia una grande citta', si puo' sperimentare la natura incontaminata anche all'interno della citta' stessa. La zona panoramica del quartiere che visitavo ogni mattina con il mio cane aveva pascoli di pecore e mucche, un ruscello che la attraversava, frangivento e prati, filari di pioppi, uno stagno dove le oche migratrici si fermavano a riposare, e persino volpi selvatiche. I ricordi del mio cane saranno sempre legati alla natura. L'inverno e' particolarmente speciale. La passeggiata inizia al mattino presto, quando e' ancora buio, e man mano che camminiamo il sole del mattino filtra tra gli alberi. E' di una bellezza mozzafiato. La neve in Hokkaido copre ogni cosa. Le montagne, le foreste, i campi, le case, la vita delle persone, le loro gioie e le loro sofferenze... sono semplicemente bianche e belle. A volte mi sento parte della natura. Resto li', da sola, nella neve che cade delicatamente, sotto un cielo stellato, nell'aria frizzante dell'alba. E' cosi' che mi sento.
Ricordi il tuo primo lavoro?
Il mio primo lavoro potrebbe essere stato quando ero al quarto anno di universita', quando il mio professore mi chiese di disegnare un'immagine per la copertina del bollettino universitario. Oppure, se penso ancora piu' indietro agli inizi, forse quando ero alle elementari e la mia insegnante mi chiese di disegnare la copertina della raccolta per la cerimonia di fine anno. Forse la ricompensa vera e' arrivata dopo: una volta trovato lavoro, l'ufficio postale mi chiese di disegnare una cartolina commemorativa.
Qual e' il tuo hobby preferito?
Suono il pianoforte. Ho preso lezioni fino a circa dodici anni. Adesso e' un piacere puramente personale: suono le canzoni che mi piacciono. Mi piacciono anche il birdwatching, l'alpinismo e il fai-da-te.
Pensi che le tue opere fermino un po' il tempo?
Non credo di essere mai stata molto consapevole del tempo quando dipingo.
Quanto senti di essere presente nelle tue opere?
Cerco di valorizzare le linee, i colori e i pensieri che emergono dalla concentrazione silenziosa. Credo che i dipinti tranquilli nascano da un ambiente tranquillo, ma e' sorprendentemente difficile collocarsi in un ambiente tranquillo. Forse sono facilmente influenzata dall'ambiente che mi circonda. Non ho sofferto molto di restare chiusa in casa durante la pandemia di coronavirus. Tuttavia, quando e' iniziata la guerra in Ucraina, ero cosi' angosciata che non riuscivo a dipingere.
Stai bene quando fai arte?
Non capisco bene cosa significhi "stare bene", ma sono felice quando dipingo.
Le tue opere riescono a emozionarti?
A volte, mentre sto rielaborando un'opera o pianificando una mostra personale, mi viene da pensare: "Ho avuto un'idea fantastica!" E in quei momenti sono decisamente entusiasta di provarla.
Ti piace mostrare i tuoi lavori in corso d'opera?
Con "mostrare i lavori in corso" si intendono quei video sui social network in cui si vede qualcuno completare un'opera, giusto? Non ci ho mai provato. Non mi e' mai venuto in mente di farlo.
Preferisci il movimento della vita di citta' o la quiete della natura?
Non potrei vivere senza sentire la natura intorno a me. La vita di citta' e' stimolante e mi piace andarci ogni tanto, ma viverci stabilmente sarebbe difficile per me.
Ti piace essere un'artista?
Quando mi presento, dico che sono un'artista. Sono davvero un'artista? Cos'e' un'artista? Uno dei miei professori, uno scultore, mi disse quando ero ancora studentessa: "Finche' disegni, sei nello stesso mondo in cui sono io." Volevo far parte di quel mondo.
Ti piace che gli altri sappiano che sei un'artista?
Non ci ho mai pensato molto, ma probabilmente si'. Anche se mi definisco artista, credo che sarei felice se le persone intorno a me mi vedessero allo stesso modo. Ma sono un'artista poco conosciuta. Eppure ora comincio a pensare che non sia un male. Voglio solo dipingere i miei quadri.
Ami il mondo cosi' com'e'?
Credo che sia importante essere se stessi, e io voglio essere me stessa. La vita e' una serie di piccole scelte. C'e' sempre qualcosa da decidere. A volte si fanno scelte grandi. Non rimpiango di essere diventata insegnante: insegnare ai bambini era un lavoro meraviglioso. Volevo disegnare quanto volevo, e ci sono voluti decenni per prendere quella decisione. Ma mi rappresenta davvero. Ho iniziato tardi come pittrice, ma non ho rimpianti.
Pensi di contribuire a migliorare il mondo con la tua arte?
Ho sempre pensato che sarebbe fantastico poter contribuire alla societa' attraverso i miei dipinti. Ogni volta che una mia opera veniva venduta, donavo il 10% dei ricavati a "Medici Senza Frontiere". Il cambiamento climatico legato al recente riscaldamento globale sta avendo un impatto considerevole sulla mia produzione, e sento che siamo in una situazione di crisi. Per questo, di recente ho iniziato a fare donazioni al WWF per la conservazione delle foreste. Preferisco pero' non mettere questa cosa troppo in primo piano, perche' ci sono delle restrizioni nel donare a un'organizzazione gia' esistente, come il divieto di rivelare da dove provengono i fondi.
Quanto pensi che la tua arte riguardi l'amore?
Spero che la mia arte possa rendere felici le persone. Spero di poter essere vicina a chi si sente triste o spezzato a causa della pandemia o della guerra, e di poter dare una leggera spinta a chi esita a fare il passo successivo. Spero che la mia arte abbia questo tipo di forza. Non c'e' dubbio che io ami i paesaggi e la vita della mia citta' natale in Hokkaido.
Come definiresti il tuo stile artistico?
Il ritmo del silenzio suonato dalla foresta. Mi sento come se stessi semplicemente trasferendo sulla tela cio' che e' impresso nella mia memoria e che fluisce da dentro di me. Per esempio, quando cammini in una foresta, ricordi la neve che cade in silenzio, il fruscio delle foglie mosse dal vento, la luce del sole che trema tra i rami, il suono dei tronchi che scricchiolano, il respiro delle cose vive. I loro echi creano un ritmo silenzioso sulla tela. Voglio dipingere finche' non trovo il flusso.
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